Fabio Lazzerini, CEO di Comtel: la trasformazione dell’IA e il ruolo dell’Italia
Il 2026 segna un momento di svolta per l’Intelligenza Artificiale: non più una promessa per il futuro ma una componente strutturale nell’economia del Paese. Ad approfondire il tema è Fabio Lazzerini, CEO di Comtel, nell’editoriale “La rivoluzione è ormai realtà. Ora l’ostacolo principale è rappresentato dall’uomo” pubblicato su “Repubblica”.
L’intervento inquadra le dinamiche attuali connesse all’IA, facendo leva anche su importanti dati raccolti da Comtel Innovation: tra questi, il fatto che l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane è più che triplicata negli ultimi due anni, passando dal 5% al 16,4% nelle aziende, con picchi che superano il 50% tra le grandi realtà del Paese.
Tuttavia, come sottolineato da Fabio Lazzerini, il vero ostacolo oggi è di origine umana ed è legato alla preparazione del personale, dato che “quasi sei imprese su dieci indicano nella carenza di competenze il principale ostacolo all’adozione dell’IA”. La sfida, dunque, è anche di tipo culturale e richiede di guardare all’IA non soltanto come strumento tecnologico, bensì come leva strategica per ridisegnare i modelli di business.
Proseguendo nell’intervento, il CEO di Comtel si è soffermato sugli strumenti messi in campo a livello legislativo e istituzionale, come la prima legge nazionale sull’IA e il fondo da 1 miliardo di euro. Elementi importanti, specifica, ma da integrare da un punto di vista della capacità di “trasformare le risorse in ecosistemi operativi, in attrattività per i talenti, in filiere di innovazione”, con l’obiettivo di favorire capacità manageriali, sensibilità culturale e visione organizzativa.
In tale scenario, l’Italia fornisce un contributo importante e sta emergendo come hub strategico per i data center. L’evoluzione testimonia un cambio di passo significativo: “L’Italia non si limita più a rincorrere le grandi tendenze globali: sta diventando essa stessa un laboratorio in cui sperimentare modelli di sviluppo inediti”, scrive Fabio Lazzerini, evidenziando altresì che, data la portata del fenomeno, è necessario che l’innovazione sia governata con responsabilità anche per contrastare rischi quali “distorsioni algoritmiche, disinformazione e impatti occupazionali”.
A chiusura dell’editoriale anche uno sguardo verso l’orizzonte futuro: “In conclusione, possiamo affermare che il 2025 è stato l’anno della consapevolezza, il momento in cui l’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere promessa futura per diventare infrastruttura del presente. Il futuro non si prevede: si costruisce e dal 2026 starà a noi decidere in che direzione vogliamo andare”.