Comtel: Discovery Loop, la nuova startup IA per sostenere e accelerare la ricerca scientifica
Quando volgiamo il nostro sguardo all’Intelligenza Artificiale, pensiamo immediatamente al suo uso generativo, ovvero alla sua capacità di tradurre un’altra lingua, di scrivere un testo, creare un’immagine o programmare un software. Ma questa non è che la punta dell’iceberg della rivoluzione che l’IA rappresenta. Lo sottolinea il nostro Presidente Carlo Nardello in un editoriale scritto in collaborazione con Roberto Marseglia per “Prima Comunicazione”, nel quale parla della startup Discovery Loop, fondata dai ricercatori Jeff Dean, Sanjay Ghemawat, Oriol Vinyals e Quoc Le, che hanno avuto un ruolo cruciale nella crescita di Google e nello sviluppo della moderna IA.
Cosa distingue Discovery Loop dalle altre società di IA? Il suo obiettivo non è costruire un nuovo modello di intelligenza generativa o un assistente virtuale, bensì sostenere e accelerare la ricerca scientifica. “In concreto significa sviluppare sistemi capaci di formulare ipotesi, progettare esperimenti, analizzare i risultati e imparare da ciò che funziona e da ciò che non funziona”, ha scritto il Presidente di Comtel.
A dare maggiore rilevanza alla nuova società è la notizia che Alphabet, colosso statunitense, ha investito in Discovery Loop e ha messo a disposizione la propria infrastruttura di calcolo per la fase iniziale. “È un segnale interessante perché nel settore tecnologico la competizione è fortissima, ma quando si parla di ricerca i confini tra startup e grandi gruppi sono spesso meno rigidi di quanto sembri”.
L’obiettivo di Discovery è sicuramente molto ambizioso ed è necessario monitorare il suo sviluppo nel tempo, ma il tema che emerge da questa nuova startup, ha aggiunto Carlo Nardello, “è che per la prima volta vediamo un gruppo di ricercatori concentrare gli sforzi non tanto sull’Intelligenza Artificiale che produce contenuti, ma su quella che aiuta a produrre nuova conoscenza. Negli ultimi anni ci siamo chiesti se l’IA avrebbe sostituito alcune attività dell’uomo, adesso la domanda potrebbe diventare un’altra, ovvero se può aiutare gli scienziati a fare scoperte che richiederebbero anni di lavoro”. Discovery Loop non prenderà il posto dei ricercatori, ma può supportarli in maniera rilevante attraverso la messa in dubbio di un approccio o metodo scientifico, riducendo nettamente i tempi della ricerca scientifica.
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