“Fra cinque anni parleremo ancora di quale chatbot risponde meglio o inizieremo a discutere di come questi strumenti cambiano il modo in cui lavoriamo, ci informiamo e perfino costruiamo relazioni?”: è la domanda che si è posta il nostro Presidente Carlo Nardello nel suo editoriale pubblicato su “Prima Comunicazione”. La riflessione parte dal dossier dedicato alla Cina, realizzato dall’Alan Turing Institute, il principale centro di ricerca britannico sull’IA, che ha avviato un progetto in cui mette a confronto come i diversi Paesi nel mondo regolano l’Intelligenza Artificiale, che tipo di standard adottano e in quali ambiti investono.
“La prima cosa che colpisce è che Pechino non ha scelto la strada della grande legge che disciplina tutto. Ha preferito fare un passo alla volta”, ha sottolineato il nostro Presidente. Prima una legge sui deepfake, poi sull’IA generativa e sull’obbligo di specificare i contenuti creati dall’IA e, per ultimo, un provvedimento che disciplina gli assistenti virtuali che simulano relazioni con le persone. Le nuove regolamentazioni, infatti, ribadiscono che questo tipo di sistemi non deve essere progettato per creare dipendenza emotiva, causando isolamento tra le persone e influenzando le loro decisioni attraverso il coinvolgimento psicologico.
A destare attenzione nel dossier sulla Cina è un altro aspetto: non vi è mai separazione tra sviluppo e regolazione. “Mentre le aziende investono e lanciano nuovi prodotti, lo Stato aggiorna continuamente le regole. Si può condividere oppure no, ma è difficile dire che manchi una visione”, ha evidenziato Carlo Nardello nell’articolo. Al centro della competizione che si è avviata tra Cina e Stati Uniti in merito all’IA non figura solo la costruzione di un modello migliore ma, come emerge anche dal dossier dall’Alan Turing Institute, esiste una corsa per determinare le regole del gioco.
Ritornando alla domanda di apertura, il Presidente conclude: “Leggendo questo dossier ho avuto l’impressione che la Cina quella discussione l’abbia già aperta. Noi, forse, siamo ancora fermi alla domanda precedente”.
Per visualizzare l’editoriale pubblicato su “Prima Comunicazione”: https://www.primaonline.it/2026/08/07/480316/la-cina-sta-gia-discutendo-il-problema-che-noi-avremo-domani